Paolo Pezzato

BIOGRAFIA
Nasce nel 1963 a Montefiascone in provincia di Viterbo, proprio al centro della via Francigena. Fin da bambino mostra spiccate inclinazioni artistiche, in particolare per la musica, che ha sempre coltivato come pianista e compositore. Il suo percorso accademico lo chiama altrove. Laureato in Giurisprudenza, si realizza in ambito pubblico diventando Dirigente Amministrativo della ASL di Viterbo, anche se la passione artistica trova comunque in lui strade straordinarie per esprimersi.
Artista di rilievo definitosi “autodidatta per scelta”. Dopo anni d’impegno nella musica, nell’intarsio ed in generale nella lavorazione del legno per puro hobby, decide di collaudare la sua personalissima ed unica tecnica di “pitto-scultura” motivo del suo repentino quanto inaspettato successo arrivato subito con l’esposizione delle prime opere in pubblico.
Nel 2012 inaugura il suo “Giovanni Paolo II” presso la Rocca dei Papi a Montefiascone alla presenza del Cardinale Angelo Sodano e nello stesso anno espone alla Sala Anselmi di Viterbo. Seguono negli anni successivi le mostre presso l’ex Tribunale di Viterbo, al Palazzo Zenobio di Venezia, alla Cittadella della Musica di Civitavecchia ed in altre sedi prestigiose, tutte ad ingresso libero ed a scopo benefico. Le opere non sono mai poste in vendita. 

RICONOSCIMENTI
Viene invitato ad esporre in numerose mostre sia in Italia che all’Estero, oltre ad essere pubblicato su riviste e cataloghi del settore.
Tra le esposizioni ed i premi ricevuti da citare:
- La Biennale della Creatività, Verona 2014 “Per il valore artistico manifestato. Un talento eccelso e sensibile”;
- La Biennale Europea Paris, Parigi 2014 “Pour le talent artistique qui émerge de ses prestigeuses oeuvres”;
- Il Premio Internazionale Medaglia d’oro “Maison des Artistes”, conferitogli dall’Università La Sapienza di Roma nell’aprile 2015 “Artista poliedrico, inventore di una innovativa tecnica che fonde fotografia, pittura, scultura, artigianato, con l’uso particolare del legno su fondo nero, tale da fare emergere i tratti somatici e psicologici dei personaggi della nostra società più attuali e nei soggetti sacri in cui Cristo diventa carne. Una pangea lontana che per il fruitore vicino si fa Esperienza, Vita e rara Bellezza spirituale, sensuale, eterea”;
- Contemporanei nella città degli Uffizi, Firenze 2016 “La sua valida testimonianza artistica comprova l’elevato valore stilistico compositivo del suo operato”;
- Sempre nel 2016 viene invitato alla 29esima edizione del Premio internazionale “Urbis ed Artis”, nella Pontificia Università teologica San Bonaventura Seraphicum in Roma, dove espone insieme alle opere dei grandi del novecento tra cui Renato Guttuso, Emilio Greco, Giorgio De Chirico;
- Nel 2018 riceve il Premio Internazionale Brunelleschi a Palazzo Ximenes Panciatichi di Firenze.
- La sua Sindone è collocata in modo permanente nel Museo della Sindone, a Torino.
Tra le pubblicazioni più importanti ricordiamo i volumi: “Protagonisti dell’Arte” e “La Scultura” a cura di Paolo Levi.
A seguito di una selezione promossa da Vittorio Sgarbi per il progetto editoriale “I maestri dell’arte contemporanea”, Paolo viene scelto ed inserito nel volume “Maestri” e successivamente scelto ed inserito tra gli artisti del volume “Italiani”. Il Prof. Sgarbi seleziona ancora Paolo, tra un limitatissimo gruppo di artisti, per la realizzazione di un accurato testo critico in quanto "artista particolarmente valido sia dal punto di vista stilistico che tecnico".

Alcune delle sue opere

Giovanni Paolo II

Indimenticabile il suo “Giovanni Paolo II” (cm. 160 X 130) già presentato con il Card. Angelo Sodano alla Rocca dei Papi di Montefiascone nel luglio del 2011 e poi in mostra il 1° maggio 2012 presso la Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri, in occasione del battesimo di un bambino di nome Giovanni Paolo, grazie alla Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”, a mons. Renzo Giuliano con mons. Giuseppe Blanda.
Quella stessa opera con cui Pezzato aveva riscoperto la fede, sorprendendosi egli stesso a scolpire nella sua quotidianità con una tecnica unica, lo legò indissolubilmente al mondo dell’arte, della realtà immanente e persino del trascendente, fino ad essere pienamente assonante con la Provvidenza, fino a Dio.

Con le sue pitto-sculture di carattere sacro, Paolo Pezzato figura tra gli artisti del Giubileo della Misericordia. Il suo “Giovanni Paolo II" è stato scelto per la mostra al Vicariato di Roma - Palazzo Maffei Marescotti - allestita proprio per l’anno Santo.
Nel febbraio 2016 l'opera venne scelta dalla Commissione con il Prof. Daniele Radini Tedeschi, appositamente per il "Giubileo Straordinario" nel Palazzo Maffei Marescotti di Roma.

il postino

“E’ un Artista contemporaneo che opera nella totale essenzialità con il legno che è povero ma questo materiale povero, lui, lo esalta con questi fondi neri, lo esalta con il colore e la tinta del pioppo vergine e neutrale. Pezzato cerca esattamente, come Diogene, l’Uomo e la magia di Pezzato è proprio questa: ha saputo interpretare il dramma interiore di questo attore (riferito all’opera “Il Postino - Massimo Troisi"), con pochi pezzi impaginati sul fondo nero al punto tale che anche lo psicologismo, la psicologia di questo attore noi la possiamo afferrare immediatamente. E quindi c’è da chiedersi se quest’opera di Pezzato abbia una sua sacralità. Pezzato è un poeta” (Paolo Levi 2014)

La piccola matita nelle mani del Signore

Ritratto di Madre Teresa di Calcutta (cm. 113 x 160).

Cristo morente

... e ancora il "Cristo Morente" (cm. 254 x 186) anch'esso già selezionato per una rassegna nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri.

Entrambe opere di grande richiamo, protagoniste di vetrine a Roma, anche nel corso di personali dell’artista, e in altre capitali europee e presenti in numerosi e prestigiosi cataloghi d’arte.

Gesù di Nazareth

Di raro impatto anche il "Gesù di Nazareth" (cm. 122 x 135) messo a punto rifacendosi al Robert Powell protagonista del film di Zeffirelli.
“Il Cristo (riferito all’opera), è un Cristo proletario – ebbe a dire Paolo Levi -  un Cristo povero che ha un manto sul capo e quindi questo pezzo, questo gioiello, che dico una decomposizione ricomposta, è un gioiello perché c’è tutta la sensibilità di Pezzato che ha tramutato questo Gesù in una preghiera”.

Il Volto della Sindone

Nei soggetti sacri in particolare Cristo può ben farsi “carne”.

L’opera “Il Volto della Sindone” è emblematico di questo processo. Sua fonte d’ispirazione è stata l’ostensione straordinaria della Sindone del 2015. "Il pitto-scultore Paolo Pezzato ha voluto celebrarla con un’opera lignea dedicata: "Il Volto della Sindone" (misure 72 X 60 cm), intagliata nel pioppo con tecnica a traforo e con un unico inserto in legno rosso (padouk) là dove il ricciolo di sangue imperla la fronte del Cristo sindonico. La tecnica usata è unica perché frutto di un’intuizione dell’autore, basata sul bi-cromatismo e sulla naturale tridimensionalità dovuta allo spessore del legno. Si tratta, infatti, di quadro su fondo nero, con raro impatto tridimensionale, grazie anche alla leggera tela di lino che lo ricopre ma solo per evidenziarne ed ammorbidirne i tratti".

L’opera è visibile al Museo della Sindone di Torino, a cui l’autore ha voluto donarla. “Il museo torinese che apprezzo per la sua anima scientifica, storica e anche artistica è la collocazione ideale per la mia opera – ha spiegato Paolo Pezzato al momento di far dono del quadro – Prima ancora che un tributo alla Sindone, al museo ad essa dedicato ed alla città che la ospita, questo dono rappresenta un grande onore per me”.

 “Il Volto della Sindone respira di vita propria”
“La figura che ho riprodotto è ciò che è apparso a me della luce contenuta nell'immagine del Sacro lino - spiega Pezzato - Nel caso de Il Volto della Sindone, però, tutto è stato più difficile, perché l'immagine da cui ho tratto la luce, in realtà, non è né una foto, né un positivo e neppure un negativo. Può definirsi un tentativo che ha dato un risultato al di là delle aspettative”.
L’opera è un unicum anche per altre ragioni:
Interessante e, forse, sorprendente, è che il quadro, una volta coperto da un telo, e senza l’ausilio di illuminazioni esterne, lascia emergere proprio il Volto della Sindone. Diventa fedele, intenso e magnetico come il vero volto impresso sul Sacro lino. Le due immagini potrebbero addirittura sovrapporsi. Questo mi ha colpito. Una suggestione profonda, condivisa peraltro con le persone che hanno potuto vederne l'effetto. Pur nel peso della sua tridimensionalità, questo lavoro ha una spiritualità incomparabile, come neppure io, che ne sono autore, avrei mai inteso o solo immaginato. Non era stata fatta per essere coperta da un tessuto. Eppure, visto per puro caso l’effetto, lascia senza fiato. Davvero ora respira di vita propria”.

Paolo Levi incontra Paolo Pezzato